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LA CORSA DELL'ORO

 

The Gold Rush

 

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1848 - Stati Uniti

Una segheria sul fiume Sacramento, un operaio di nome James W. Marshall.  Mentre è intento al lavoro, vede luccicare qualcosa sulla riva del fiume, la raccoglie e ben presto scopre di aver trovato una pepita d'oro. La voce si sparge e la gente comincia a setacciare il fondo sabbioso del fiume nella speranza di trovare altra polvere d'oro.  Il 5 dicembre 1848 il presi­dente degli Stati Uniti comunica al Senato che i giaci­menti auriferi scoperti sembrano più ricchi di quanto si ritenesse inizialmente.

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E’ l'inizio della famosa Gold Rush, la grande corsa dell'oro americana, il cui ricordo è rima­sto così vivo da ispirare tanti romanzi e film [USA-1999].

E’ incredibi­le il fatto che gli abitanti di un territorio vasto come la California passarono in soli 18 mesi da 150 a oltre 100.000. Attratta dalla febbre dell'oro la gente si mosse da ogni regione degli Stati Uniti e perfino dall'Europa. Nacquero città là dove si scoprirono filoni auriferi e morirono quando si esaurirono. 

I cercatori d'oro erano: Armati fino ai denti e costituivano la feccia del mondo.

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Ma tra i cercatori c'erano anche persone provenienti da strati sociali più elevati.  Molti non avevano conoscenze geologiche, ma, alcuni, seppero organizzare e dirigere la corsa all'oro. Solo gli imprenditori più validi poterono mandare a buon fine l'impresa e lentamente gli avventurieri lascia­rono il passo ai ricercatori, ai minatori, agli ingegneri, alle ferrovie, alle industrie, agli insediamenti urbani sta­bili, alle scuole. Il selvaggio West diventava il moderno Ovest americano

 

1851 - Australia - New Zealand

La corsa all'oro in Australia è iniziata nel 1851, quando Edward Hargraves ed i suoi compagni i fratelli Tom e John Lister, hanno trovato pagliuzze d'oro  in un affluente del fiume Macquaire, vicino Barthurst, 170 Km. a Ovest di Sidney, nel New South Wales.

 

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Hargraves chiamò la località Ophir e informò del suo ritrovamento le autorità di Sidney, che gli assegnarono una ricompensa di 15.000 sterline e una rendita di 250 sterline.

Immediatamente a migliaia i cercatori si affollarono attorno al Summer Hill Creek nel Nuovo Galles del Sud.

Nel 1852 molti uomini lasciarono il loro lavoro e si diressero verso gli scavi seguita da una marea di persone provenienti da altre parti del mondo.

La maggior parte delle persone  vivevano in tende o baraccopoli fatte di tela, legno e corteccia
Nel settembre 1851 è stata rilasciata la prima licenza di scavo.

 

Una corsa all’oro, anche se in misura meno consistente, ci fu anche in Nuova Zelanda.

 

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Nei primi anni del 1850 le autorità neozelandesi erano preoccupate per il crescente flusso di coloni in partenza per i campi auriferi australiani e offrirono una buona ricompensa (£ 500) per la scoperta dell’oro. Si intensificarono le ricerche e in diversi territori fu trovato oro.

Inizia così una nuova corsa che durerà fino ai primi del Novecento.

 

 

1898 - Canada

Geoge Carmack, setacciando le sabbie del fiume Rabbit Creek, affluente del Klondike, trovò pepite d’oro. Appena la notizia si diffuse scoppiò un'altra febbre dell'oro. [USA-1998]. Questa volta però la febbre doveva misurarsi con il fred­do e i disagi di un paese come l'Alaska.

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Nonostante le difficoltà, ben presto furono 80.000 i cercatori d'oro che si spostarono in quella remota regione. Tra di loro c'era Jack London.  Dopo un anno ne ripartiva, povero come quando vi era giunto, stanco, deluso, con il corpo mar­toriato dallo scorbuto, dalla fatica, dal freddo polare patito durante l'inverno. Ma, almeno lui, ritornò con una ricchezza interiore che seppe sfruttare scrivendo alcuni romanzi di frontiera che lo resero famoso. 

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Anche nella lontana Alaska le Corporations sfruttarono razionalmente i filoni d'oro, ormai la Gold Rush era controllata dal governo. 

 

 

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